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Unzione degli Infermi

ESTREMA UNZIONE O UNZIONE DEI MALATI ?

Nel corso degli ultimi secoli, questo Sacramento ha assunto la dizione, teologicamente non corretta, di “estrema unzione” quasi a sottolineare il fatto che la sua somministrazione è destinata agli ultimi momenti di vita dell’uomo, quasi un viatico verso la vita eterna. Indubbiamente, nel momento estremo della vita, se già non la si è ricevuta, questa Unzione viene effettuata sul moribondo che, se non ha potuto ricevere il perdono prima, attraverso la confessione sacramentale, lo riceve ora e, se possibile, gli sarà donato subito dopo, come Viatico, il Corpo ed il Sangue di nostro Signore.

Ciò premesso, è bene ricordare che l’Unzione dei malati è il Sacramento destinato a tutti coloro che sono afflitti da gravi malattie o la cui notevole età possa far dedurre che il pericolo di morte sia più probabile e concreto che nelle altre persone.

San Giacomo, nella sua Lettera, dichiara: “…chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati…”.

A riprova che questo non è il Sacramento estremo della vita, nella nostra, come in altre parrocchie, esso viene celebrato una volta all’anno in chiesa in forma comunitaria (con tutti i malati che lo desiderano).

Attraverso questo Sacramento i malati chiedono a Dio che doni loro il conforto, la pace ed il coraggio per sopportare cristianamente le sofferenze della malattia e della vecchiaia; il sofferente, con la sua malattia, si unisce alla passione di Cristo, per il proprio bene e per quello di tutta la Chiesa.

Con esso, si chiede anche il recupero della salute, se ciò giova alla salute spirituale.

A ciò si aggiunge, quando lo si riceve in punto di morte, il perdono dei peccati e l’aiuto per la preparazione al passaggio alla vita eterna.

Se è vero che la malattia è una grande maestra di vita che ci aiuta a cogliere l’essenziale della vita, a dare il giusto valore alle cose, a rivedere il nostro rapporto con Dio, è anche vero che può essere il momento dello sconforto, della depressione, della ribellione e della disperazione, il momento in cui ci sentiamo soli e vulnerabili, il momento in cui nessuna persona, per quanto cara, può darci conforto. E’ questo, allora, il momento in cui rivolgersi alla Chiesa affinché, tramite un sacerdote, possa donarci, con l’Unzione, la forza dello Spirito per combattere “il grande nemico”. Ma è possibile di fronte ad un tumore, al morbo di Alzaimer, alla distrofia muscolare, alla vecchiaia che distrugge la mente ed il corpo trovare consolazione e forza? N U L L A è impossibile a Dio!

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